trasformate i difetti in virtù
Petrolini
Roba seria
Signore e signori,
so che molti supercritici, dopo essersi divertiti a sentirmi, vanno poi dicendo: “Sì, ma in fondo egli dice un mondo di stupidaggini”.
Ebbene, signori, basta.
Oggi vi dirò delle cose profonde,
filosofiche, scientifiche,
dense di pensiero, di dottrina e di cultura.
Bello è d’intorno il rapido cadere
delle morte energie che non han fine.
Bello è nel cuore il lento soggiacere
delle passioni mentre imbianca il crine.
E qualcosa sen va senza che mai
faccia ritorno al vivere fatale:
volgiti indietro e la miseria udrai,
la miseria che piange in sulle scale.
Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia mentr’ella altrui saluta
che al vederla così bene vestuta
quindici lire le si posson dare.
Va per i cieli densi un nembo scuro
è dell’anima mia che le va dietro
o durezza di un tempo meno duro
o durezza… di più lasciamo stare,
su per le calli, torturando i calli,
le valli, gli avalli e le con valli,
rammento te, mazza di san Giuseppe,
quando, lettrice mia, quando vedrai
pape satan pape satan aleppe.
Volgiti indietro e la miseria udrai,
la miseria che piange in sulle scale.
(singhiozza) Commovente, vero?
Rotto questo mio cuore e rotto e frale
E rotto e rotto e rotto e rotto e rotto
e io me ne strafogo e sopra e sotto,
a stracci, a pezzi, a morsi, a cenci a ciocche,
a minuzzoli, a pugni, a mani, a sacchi,
a faglie, a sfoglie, a polverini, a nocchie,
a secchi, a sacchi, a spicchi e spicche e pacche,
a quadri, a cubi, a tondi, a perle, a fiori
le donne, i cavalier, gli armi l’amori.
Nel mezzo del cammin di nostra vita
arma la poppa e salpa verso il mondo
là dove chiederai a lei: E’ lei quei tal signore
che scriveva accanto a me sul tramway?
e quel clamor per cui
piangete donne e lacrimate forte
ché il re di Creta è condannato a morte.
Presso la culla, in dolce atto d’amore,
all’ombra dei cipressi e dentro l’urne
se mi scappa chi mai la fece donna
ma chi lo sa.
Amor che a nullo amato amar perdona
se tu le mani ormai ti sei lavate
ti consegno il mio cuor dentro a una biscia
floscia s’inguscia nella grascia ambascia
all’uscio dell’angoscia cresce ed esce
ripasce e poscia pasce e pesce piglia
quella biscia che il cuor crede piscione.
Tutto di verde mi voglio vestire,
Turi é partuto e sola ti ha lassato.
Quando Rosina scende giù dal monte
a Marechiaro ci sta una finestra
dove ognuno ci fa una fermatina
ci lascia qualche cosa e se ne va.
E se ne va per la via vagabonda
Allegra o moribonda, lesta o cogitabonda
O bionda bella bionda sei come l’onda!


Nome: Riccardo Valla
POLITICA giacobino liberale anarchico
FILOSOFIA materialista emotivo
CRITICA marxiano
RELIGIONE confuciano taoista
SEGNO Scorpione 4 pianeti in Scorpione ma ascendente Vergine che rovina tutto
SQUADRA Torino
INNAMORATO DI Wonder Woman
PREFERENZE:
PERSONAGGIO giudice Dee
RIVOLUZIONE dei corpi celesti
SCRITTORE Imbriani
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